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Pinocchio è anche donna. In occasione dell’8 marzo venti regine africane portano in scena Brecht (comunicato stampa)
- Subject: Pinocchio è anche donna. In occasione dell’8 marzo venti regine africane portano in scena Brecht (comunicato stampa)
- From: Ufficio stampa AMREF Italia <ufficio.stampa at amref.it>
- Date: Fri, 27 Feb 2009 12:40:02 +0000 (GMT)
PINOCCHIO È ANCHE DONNA
Dopo il successo di
Pinocchio Nero, in occasione della festa dell’8 marzo venti regine africane
portano in scena il “Cerchio di Gesso” di Bertolt Brecht
PARMA, TEATRO AL PARCO,
7-8-9 MARZO 2009
Parma, 27 febbraio 2009
– Dopo il successo di spettacoli come Pinocchio
Nero e l’Amore Buono, il Teatro
al Parco di Parma dal 7 al 9 marzo farà da cornice a un libero adattamento del Cerchio di Gesso del Caucaso di Bertolt
Brecht, ispirato a sua volta a un’antica favola cinese
e al giudizio biblico di Salomone. A interpretarlo, sotto la guida della
regista e drammaturga Letizia
Quintavalla, è un gruppo formato da venti ragazze adolescenti tra i 14 e i
vent’anni nate e cresciute nelle baraccopoli della capitale del Kenya, Nairobi,
che negli ultimi tre anni hanno partecipato al Progetto Malkia (“regine” in
swahili), un percorso artistico e formativo che attraverso il teatro ha offerto
loro un’occasione di espressione e di riscatto.
Il progetto Malkia, presentato questa mattina a Parma con una conferenza
stampa al Teatro al Parco, è promosso da AMREF
e da Teatro delle Briciole Solares
Fondazione delle Arti, con la Provincia
di Parma e l'Assemblea Legislativa
della Regione Emilia Romagna, con il patrocinio del Comune di Parma e il sostegno di Air France Klm, in collaborazione con Reggio Children, Centro
Internazionale Loris Malaguzzi, Lettera
27, Fondazione Cinema per Roma e
Festival Diritti Umani di Parma.
Il Cerchio di Gesso è stato scelto dalle ragazze di Malkia perché
ripropone il tema tipicamente brechtiano della possibilità di praticare la
bontà in un contesto caratterizzato da profondi squilibri e ingiustizie.
L’opera racconta infatti l’odissea di Grusha, sguattera nella residenza reale,
propagatrice del principio rivoluzionario secondo cui “terribile è la
tentazione della bontà”. In seguito a una congiura, il re viene messo a morte e
la regina fuggendo abbandona il figlioletto, di cui invece si prenderà cura
Grusha.
“Brecht
concepisce solo un genere di teatro: quello fatto per cambiare il mondo –
sottolinea Letizia Quintavalla,
direttrice artistica del progetto – Se non è così, non serve a nulla. Il gesto
per il drammaturgo tedesco non è un arto o un corpo che si muovono nello
spazio, ma è un’azione, un movimento che contiene una valenza
etica sociale. Noi siamo d’accordo. E quello che stanno facendo le
ragazze del Malkia Theatre è cambiare se stesse e di riflesso e conseguenza
quello che sta loro intorno: l’immagine della donna, la valorizzazione delle
sue capacità, avendo ben presente i propri diritti. Strappare un’opinione
personale o uno stato d’animo individuale alle ragazze è stata una scalata.
Oggi forse qualche piccolo passo si vede. Ci sono state occasioni emotivamente
forti, in cui anche la disposizione delle persone nello spazio, la luce,
l’ora hanno permesso a ciascuna di trovare i sentieri dove passano solo
due piedi per volta, dove si è soli nel dire la propria anima agli
altri”.
“Essere una giovane donna in una delle baraccopoli
dell’Africa sub sahariana rappresenta una delle sfide più difficili del nostro
tempo – spiega Thomas Simmons,
direttore di AMREF Italia – Con la messa in scena di
questo spettacolo in occasione della Festa della Donna vogliamo richiamare
l'attenzione e l’impegno di tutti sulla drammatica condizione delle adolescenti
nelle aree urbane del continente africano. Per il miglioramento della
società, infatti, è necessaria l'inclusione delle fasce più emarginate, a
partire dalle donne, perché le opportunità di sviluppo del continente africano poggiano in primo
luogo sulle loro spalle, sul loro senso di responsabilità e solidarietà e sul
loro spirito di intraprendenza professionale ed economica”.
Le cifre descrivono una condizione allarmante. Ogni
anno nei Paesi in via di sviluppo 82 milioni di ragazze adolescenti vanno in
spose, 14 milioni danno alla luce un bambino, 83 milioni non sanno leggere né
scrivere, mentre un numero imprecisato è costretto ad abbandonare la scuola
mettendo a rischio la propria salute. Negli slum dell’Africa sub sahariana –
dove si concentra il 74 per cento della popolazione urbana, e dove i dati sulla
salute sessuale e riproduttiva delle donne sono simili a quelli
tradizionalmente negativi che si registrano nelle aree rurali – nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni il
numero di ragazze sieropositive è fino a cinque volte superiore a quello dei
coetanei maschi. Ciò è dovuto a numerosi fattori: il facile avviamento alla
prostituzione favorito dalla povertà estrema, la dissoluzione dei tessuti
sociali e degli equilibri familiari, la mancanza di istruzione e di autonomia
decisionale delle donne, sottomesse al dispotismo di mariti e partner.
“Per
chi come AMREF è impegnato da anni sul campo nella costruzione di un futuro migliore
per il continente attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità e dei
sistemi sanitari locali – precisa Simmons – questo scenario è inaccettabile. In Africa,
infatti, non ci sarà mai né salute né sviluppo senza la piena affermazione di
diritti e opportunità per tutte le donne, a cominciare dalle più vulnerabili
che vivono senza tutela sulle strade delle baraccopoli.
Rispetto alle aree rurali, le città offrono maggiori possibilità educative,
network associativi, media, diffusi strumenti di comunicazione, per combattere
l’esclusione: l’empowerment delle donne nelle aree urbane dei paesi in via di
sviluppo costituisce uno dei pilastri della strategia globale per costruire
città più sostenibili”.
Nel corso della loro
residenza parmigiana – dal 28 febbraio al 10
marzo – le ragazze del progetto Malkia saranno anche ambasciatrici di questa
umanità in cerca di riscatto e
venerdì 6 marzo incontreranno le loro coetanee italiane dell’Istituto d’arte
Toschi per dialogare con loro sui diritti delle donne, sul
teatro e sull’arte come strumenti di conoscenza e di identità, sul testo di Brecht e sul suo appello a una
maternità consapevole. A Reggio
Emilia invece, il 10 marzo conosceranno la straordinaria esperienza pedagogica
del Centro Internazionale Loris Malaguzzi - Reggio Children e visiteranno una
scuola nido della città. Sempre a Parma la serie di eventi
collaterali comprende New Robi, una mostra fotografica dell’artista
cubano Abel Herrero in programma al Teatro al Parco nei giorni
dello spettacolo, e la proiezione – il 6 marzo, al Cinema Edison d’essai – di
tre documentari filmati dai ragazzi di strada di Nairobi (Sillabario
africano, Brothers of pen and paper, e il retroscena dello spettacolo teatrale) diretti per AMREF dal regista Angelo
Loy.
La trasferta nel nostro Paese
offrirà inoltre alle giovani protagoniste dello spettacolo l’opportunità di
presentare la linea di prodotti Malkia
Style. Dal 2006, infatti, il progetto ha affiancato alla formazione
teatrale un laboratorio artigianale permanente, con l’obiettivo di creare una vera e propria impresa al
femminile. Le regine di Malkia attraverso la propria arte si rappresentano e si
raccontano. I loro disegni sono diventati stampi, una sorta di scrittura visiva
dei temi per loro importanti, e tutto è finito stampato su borse e teli
realizzati da loro stesse. Un’attività capace di dare un sostegno economico e
un’autonomia reale alle ragazze, con la produzione e la vendita dei prodotti in
Kenya e in Italia.
Tutti i ricavati di queste iniziative saranno destinati a Children in need, un programma di recupero dei ragazzi di
strada promosso da AMREF a partire dal 1999 nel sobborgo di Dagoretti, una
vasta area alla periferia sud di Nairobi che comprende al suo interno numerose
baraccopoli. Punto di partenza e vero cardine del progetto è il pieno
coinvolgimento della comunità, dei leader politici e religiosi, e la
moltiplicazione di contatti con la popolazione locale, per prevenire la
formazione di quelle condizioni di disgregazione sociale e di violenza che spingono
tanti giovani sulla strada. Le attività del centro spaziano dall’assistenza
medica e alimentare a quella legale, ma negli ultimi anni il programma ha
dedicato particolare attenzione alla promozione di diverse attività artistiche.
L’attività teatrale ha dimostrato fin dall’inizio una fortissima presa sui
ragazzi e la capacità di coinvolgerli in un reale processo di recupero, grazie
anche alla creazione di una Casa Teatro.
Orari e prevendita. Il Cerchio di Gesso andrà in scena sabato 7
(ore 10 e ore 21), domenica 8 (ore 21) e lunedì 9 marzo (ore 10 e ore 21). I
biglietti possono essere acquistati tutti i giorni, dalle 9,30 alle 19,30, al
Parma Point di via Garibaldi 28 (tel. 0521-931800) e dal martedì al venerdì,
dalle 10,30 alle 14,30, al Teatro al Parco (tel. 0521-993818). Biglietteria
online su www.briciole.it.
Il cast. Gli interpreti del Cerchio di Gesso sono Beryl Amondi,
Hannah Wambui, Rachael Wamaitha, Grace Muthoni, Grace Wanjiku, Elizabeth
Nyawira, Magdalene Wambui, Salome Wanja, Grace Wanjiru, Joe Kamau, Evans
Ishmael Kamau, Simon Mwangi Muthaka, Anthony Mwangi, Salome Wanjiru, Anne
Wanja, Ruth Juma, Grace Wamaitha e Monicah Mbutu. Hanno collaborato al progetto
artistico Elisa Cuppini, Renata Palminiello, Morello Rinaldi, Patrizia Romeo,
Patrizia Caggiati, Sandra Passarello, Abel Herrero.