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situazione in Guinea
- Subject: situazione in Guinea
- From: battito solidale guinea <guinea at battitosolidale.org>
- Date: Wed, 30 Sep 2009 21:46:28 +0200
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**Nelle scorse ore la notizia del massacro della popolazione all’interno
dello stadio di Conakry, la capitale della Guinea, ha fatto il giro del
mondo.
Mai prima d’ora si era assistito ad una così elevata attenzione dei
mezzi d’informazione su quello che sta succedendo in questo paese.
Il regime militare che prese il potere a dicembre 2008 aveva suscitato
in molti una speranza di cambiamento: il paese usciva dai venticinque
anni di dittatura del generale Lansana Conté e, pur avendo preso il
potere con un colpo di stato, l’intenzione dichiarata dal nuovo
presidente Moussa Dadis Camara era quella di favorire la transizione ad
un sistema politico democratico, con le elezioni previste a gennaio
2010. Durante i primi mesi di governo, alcuni risultati interessanti
sono stati realizzati: recupero dei fondi sottratti per anni dalle casse
pubbliche da parte dei personaggi di spicco del precedente regime e
revisione dei contratti minerari da anni a sfavore del paese, mentre il
regime di Conté aveva svenduto le ricchezze della Guinea (il secondo
paese mondiale produttore di bauxite, oltre a possedere giacimenti di
oro e diamanti). Inoltre, la non candidatura di Camara era stato uno
degli elementi cardine del patto di collaborazione con le forze della
società civile e con le istituzioni internazionali. Tale patto non è
stato rispettato e Camara dichiara di volersi candidare scatenando il
dissenso generale. I partiti politici all’opposizione hanno organizzato
una manifestazione di protesta, la popolazione guineana non avrebbe più
accettato un governo militare dopo le elezioni, le prime elezioni libere
nel paese!
Questo è stato l’errore compiuto da Dadis. Quello che ha avuto luogo il
28 settembre a Conakry sembra essere una delle conseguenze di tale
errore e a pagarne le spese è la popolazione civile, senza parlare del
fatto che tali eventi siano la perfetta occasione per tutti coloro che
hanno interessi privati ed economici per continuare ad interferire nelle
vicende interne del paese.
Come cittadini sosteniamo la popolazione guineana, chiediamo che cessi
qualunque forma di violenza, che venga rispettato il diritto ad andare
verso elezioni trasparenti e pacifiche e che l’esercito si schieri dalla
parte dei cittadini senza ingerenze da parte di terzi, tra cui i vecchi
e i nuovi colonizzatori, i cui atti non sono certo volti verso un
cambiamento non violento e democratico.
Cristina Ballesio
Battito Solidale ass. Umanista di volontariato
guinea at battitosolidale.org
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